IL PUNTO SUI MERCATI FINANZIARI: IL RISCHIO STAGFLAZIONE
COME SI STANNO MUOVENDO I MERCATI DA INIZIO ANNO?
Torno a pubblicare alcune notizie e approfondimenti finanziari dopo alcuni mesi. Questi mesi sono stati particolarmente intensi per me in quanto ho deciso di dare una svolta alla mia carriera professionale: ho aderito ad un progetto di vita chiamato Fideuram. Far parte della più grande Private banking in Italia, nonché una delle principali banche d’Europa, mi permette di avere a disposizione i migliori strumenti finanziari e patrimoniali per soddisfare le esigenze della clientela.
Ma torniamo a parlare della materia che più mi piace e appassiona: i mercati finanziari. Da inizio anno le principali borse mondiali hanno perso dal 15 al 30% (e questo mese di giugno sta rispecchiando il trend al ribasso) rispetto ai massimi di periodo. Questo è dovuto a vari motivi: marginalmente dagli strascichi che il Covid sta lasciando (soprattutto nei Paesi emergenti) e dalla guerra tra Russia e Ucraina (con il conseguente aumento del prezzo delle materie prime) ma principalmente dall’inflazione. L’inflazione, come più volte spiegato, rappresenta l’aumento generalizzato dei prezzi ed è stata a lungo sottovalutata e considerata come transitoria e non persistente, soprattutto nel periodo post Covid.
Il principale metodo per tenere sotto controllo l’inflazione è quello di innalzare il livello dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali. Questa operazione, a mio avviso, è stata fatta con qualche mese di ritardo ed ora, per correre ai ripari, le banche centrali stanno aumentando in maniera consistente i tassi d’interesse.
Negli Stati Uniti siamo già all’1%, con previsioni di ulteriori rialzi fino al 3%, mentre in Europa la BCE ha annunciato che i tassi, attualmente negativi, passeranno in territorio positivo entro fine anno. Così facendo si dovrebbe tenere sotto controllo l’inflazione che è arrivata al 7% a livello globale.
Il pericolo concreto di un rialzo troppo veloce dei tassi è quello di finire in recessione, che insieme all’inflazione porta alla stagflazione. Ne avevo già parlato in un articolo pubblicato in ottobre (https://www.davidefarinaconsulentefinanziario.it/index.php/news/198-esiste-davvero-un-rischio-staglazione), quando accennavo che il termine stagflazione poteva tornare al centro delle cronache finanziarie: elevata inflazione in presenza di una recessione economica. Ed è la classica situazione che le banche centrali vorrebbero evitare.
Quando il mare inizia a farsi pericoloso, è allora che bisogna avere un buon capitano che conduca la nave. Nei prossimi mesi i mercati finanziari saranno molto volatili, con forti oscillazioni sia al ribasso che al rialzo: è proprio in questi momenti che bisogna avere un consulente finanziario in grado di capire le esigenze del cliente per trovare delle soluzioni idonee alla gestione del suo patrimonio. Inoltre ricordo che lasciare ferma la liquidità non rappresenta di certo la scelta più efficace da attuare perché, attualmente, l’inflazione erode la ricchezza del 7%.
Per chi è già posizionato sul mercato, è il momento di resistere e incrementare le quote, ove possibile. Prima di intraprendere un percorso di investimento, ai miei clienti spiego in maniera chiara quali potrebbero essere eventuali pericoli di ribasso rispetto al loro profilo di rischio e l’importanza del rispettare l’obiettivo (normalmente di medio-lungo periodo) di investimento. Questo fa parte di una corretta pianificazione finanziaria che tutti dovrebbero attuare.
Per chi deve ancora prendere posizione nei mercati, si stanno aprendo delle interessanti opportunità sia nell’azionario, grazie ai recenti ribassi, sia nel mercato obbligazionario, grazie agli aumenti dei tassi d’interesse. Quest’ultimo, dopo anni di rendimenti poco allettanti se non negativi, potrebbe finalmente ritornare attraente, almeno per i profili più prudenti.