IL SISTEMA PENSIONISTICO NON E' PIU' SOSTENIBILE

AUMENTANO I PENSIONATI E DIMINUISCONO I LAVORATORI
 

Ritorno a discutere di un argomento molto importante per il futuro di tutti noi: la pensione!

Nelle scorse settimane si è assistito a proteste diffuse in Europa a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. In particolare, in Francia le proteste da parte della popolazione sono arrivate a causa dell’aumento dell’età lavorativa a 64 anni. La Germania, per non alzare l’età pensionabile o tagliare le pensioni, sta pensando ad un piano nazionale di investimenti: almeno 10 miliardi di euro all’anno per la costituzione di un fondo dedicato ad assistere il sistema previdenziale ormai precario.

Il problema è comune in tutta Europa: aumentano il numero dei pensionati e diminuiscono il numero dei lavoratori. Si intuisce che il sistema, così com’è oggi, non sarà sostenibile a lungo. In Italia le stime affermano che nel 2050 ci sarà un lavoratore per ogni pensionato (rapporto 1:1).

Due cose sono certe: si andrà in pensione sempre più tardi e con un importo minore. Il solo pilastro pubblico non basterà più e l’integrazione volontaria sarà fondamentale.

Accumulando piccole somme, come possono essere 100-200 euro al mese, si inizia ad arginare un problema già evidente oggi ma che diverrà sempre più acuto in futuro. Inoltre, come già detto più volte nei precedenti articoli, gli accantonamenti alla forma previdenziale sono deducibili, in base alla propria aliquota IRPEF.

Concludo con un esempio concreto: 200 euro al mese equivalgono a 2.400 euro all’anno. In trent’anni (ipotizzando che manchino 30 anni al pensionamento) si accumulano 72.000 euro. Scegliendo un profilo almeno in parte azionario, queste somme potrebbero avvicinarsi, utilizzando i rendimenti passati, a 100.000 euro che andrebbero ad integrare la propria pensione. Pensa oggi al tuo domani, contatta il tuo consulente finanziario.