2022: TEMPO DI VALUTAZIONI E RIFLESSIONI

IL 2022 SARA' RICORDATO COME UN ANNO NEGATIVO PER I MERCATI
 

Termina un anno alquanto complicato per i mercati finanziari globali. Esattamente un anno fa lo S&P 500, l’indice più importante della borsa americana, segnava i suoi massimi storici, per poi iniziare un graduale declino. Lo stesso indice ha chiuso l’anno con un -18% YTD (dal primo gennaio 2022 al 31 dicembre 2022). Ancora peggio ha performato l’indice tecnologico statunitense, con perdite di oltre il 30%, e anche gli indici europei e asiatici hanno registrato perdite a due cifre. Era dal 2008 che non si vedevano dati così negativi nel mercato azionario.

Ma il problema principale, sottolineato più volte nei precedenti articoli, risiede nel mercato obbligazionario, il quale ha perso quest’anno dal 15% al 20%. Tale mercato, che per definizione è meno volatile, in fasi di ribasso dei mercati dovrebbe sostenere il portafoglio di un investitore. Prendiamo il 2008 ad esempio: l’indice azionario americano ha chiuso a -37%, molto peggio rispetto a quest’anno. Ma il mercato obbligazionario ha registrato rendimenti positivi, per cui un investitore bilanciato si sarebbe trovato, in media, un -10/15% di performance. Nel 2022, invece, sia l’azionario che l’obbligazionario hanno subito perdite a due cifre, fattore anomalo che era successo in rarissime situazioni nel passato.

L’unica asset class a chiudere col segno positivo sono state le Commodities, per tutto il resto il segno rosso l’ha fatta da padrone.

Quali sono state le cause di tali ribassi e quali lezioni possiamo imparare da questo anno?

Il problema principale è legato all’inflazione, considerata transitoria per troppo tempo: nel momento in cui si è intuito che non sarebbe più stata transitoria ma un fenomeno permanente, le banche centrali hanno iniziato ad aumentare i tassi di interesse per cercare di tenerla sotto controllo. Tale aumento è stato il più veloce mai registrato negli ultimi decenni, passando, negli Stati Uniti, da 0 a 4,5% in un solo anno. Questa è stata una vera e propria batosta per il mercato obbligazionario, che è rate-sensitive, cioè molto sensibile ai rialzi dei tassi. Anche la guerra in Ucraina, oltre ad essere un dramma umanitario, ha inciso molto sull’aumento dei prezzi, soprattutto sull’energia e materie prime in Europa.

Quest’anno, come non mai, si è capito quanto importanti siano per i mercati finanziari le prospettive e le decisioni delle banche centrali, le quali hanno un’influenza (nel 2022 in negativo) notevole sui rialzi e ribassi dei mercati. Il 2022, per alcuni investitori, ha fatto riflettere e mettere in discussione la propria propensione al rischio: che ruolo gioca l’emotività di fronte a perdite consistenti nel proprio portafoglio? Rispecchia fedelmente quanto stabilito all’inizio della propria pianificazione finanziaria o andrebbe rivisto qualcosa? Alcune strategie, come i Piani di Accumulo e gli Step In (entrata graduale nei mercati, con incremento nei momenti di ribasso), vengono in aiuto in momenti di elevata volatilità. Infine, il 2022 è stato l’anno del dollaro, il quale ha raggiunto, per un certo periodo temporale, la parità con l’euro. Nei momenti di crisi e di incertezza, il biglietto verde tende ad apprezzarsi. Chi aveva investimenti in dollari ha subito solo in parte i ribassi dei mercati. Ora, invece, è da valutare se effettuare degli investi hedgiati, cioè a cambio coperto per non esporsi ad un probabile deprezzamento del dollaro, nel momento in cui tornerà il sereno anche nei mercati finanziari.

Iniziamo il nuovo anno con buoni propositi e alcune certezze: il 2022 ci ha insegnato molto e questo accresce il bagaglio culturale finanziario di ognuno di noi. Inoltre, le quotazioni dei mercati si sono sgonfiate rispetto all’anno scorso e ci sono delle belle occasioni d’ingresso, soprattutto nei mercati obbligazionari e in Cina. L’ultima certezza è che prudenza e volatilità ci accompagneranno anche nel corso del nuovo anno. Buon 2023 a tutti!