EURO E DOLLARO VICINI ALLA PARITA': CHI CI GUADAGNA?
PER LA PRIMA VOLTA DAL 2002 UN EURO VALE QUANTO UN DOLLARO
Nelle ultime settimane si è sentito spesso parlare del cambio euro-dollaro ed è stato uno degli argomenti finanziari principali, oltre all’inflazione e alla potenziale recessione.
Ma cos’è il cambio euro-dollaro e perché è così importante? Il cambio valutario mette a confronto due monete, in questo caso l’euro e il dollaro americano, e fornisce un’indicazione di quale moneta tra le due sia la più forte in modo tale da monitorare l’andamento del rapporto nel tempo, processo influenzato da vari fattori. Nel nostro caso, il rapporto indica il tasso di cambio dell’euro espresso in dollari statunitensi, ovvero il valore di un euro € espresso in dollari statunitensi $. Quando si viaggia negli Stati Uniti non si può pagare in euro, ma si deve effettuare un cambio valuta per pagare in dollari. Anche con i dispositivi elettronici, indirettamente, si paga in dollari.
Come argomentato all’inizio, nelle ultime settimane il cambio €/$ ha fatto parlare di sè in quanto, per la prima volta dal 2002, il cross valutario è tornato sulla parità, cioè un euro equivale ad un dollaro. Questo ha molti risvolti, sia da un punto di vista finanziario, sia da un punto di vista aziendale.
Le motivazioni della parità valutaria sono molteplici. In primo luogo, il dollaro è da sempre considerato come bene rifugio e in periodi di incertezza, com’è quello attuale, si preferisce il “biglietto verde” che è considerato ancora la valuta rifugio per eccellenza. In secondo luogo, le politiche monetarie attuate dalle due banche centrali, la Fed negli USA e la BCE in Europa, sono, almeno per ora, differenti. La banca centrale americana ha già alzato i tassi d’interesse all’1,75% per combattere l’inflazione e questo mese potrebbe alzarli ancora di mezzo punto, mentre la Banca Centrale Europea sta procedendo più lentamente del previsto ad avviare il processo di rialzo dei tassi anche a causa della recessione che appare sempre più probabile in Europa. Proprio a quest’ultimo punto si collega un’ultima motivazione: la guerra tra Russia e Ucraina ha aperto una crisi energetica che non avvantaggia l’euro in quanto l’Europa non è autosufficiente dal punto di vista energetico impattando sulla crescita economia del vecchio continente.
Il cambio ci fornisce anche un’indicazione sullo stato di salute dell’economia di un continente rispetto ad un altro. Il cambio euro-dollaro ci sta indicando che le probabilità di una recessione in Europa sono più alte rispetto agli Stati Uniti e il comparto energetico sta avendo un’influenza notevole in questo. Infatti, come accennato, gli Stati Uniti non hanno un problema energetico, mentre in Europa tale fattore è la principale fonte di preoccupazione.
Oltre alla debolezza dell’euro, bisogna sottolineare anche la forza che il dollaro sta avendo in questi ultimi mesi. Questo lo si può osservare dalla crescita del valore della valuta americana nei confronti di tutte le principali monete, come la Sterlina inglese e lo Yen Giapponese.
Il cambio Eur/Usd un anno fa quotava all’incirca 1,18 e a fine 2020 si è sfiorato l’1,25. Cerco di spiegare la differenza con un paio di esempi. All’inizio del 2021 per acquistare un Big Mac da McDonald’s negli Stati Uniti bastavano 6,7 euro, in quanto costava 7,99 dollari. Oggi lo stesso panino costerebbe 7,99 euro. Stesso discorso anche per acquistare un IPhone. L’anno scorso per acquistare uno smartphone da 800 dollari ci sarebbe costato 670 euro, oggi si paga 800 euro, circa 130 euro in più.
Le implicazioni maggiori di questa differenza le subiscono chi ha investimenti in dollari e le imprese che devono esportare ed importare. Quando una moneta si indebolisce, come sta accadendo per l’euro, importare prodotti dall’estero costa di più perché il cambio diventa sfavorevole rispetto a prima. Al contrario, per una azienda che deve esportare i propri prodotti all’estero, questa situazione è favorevole in quanto i prodotti sono più convenienti agli occhi degli acquirenti americani. Anche il settore turistico italiano potrebbe essere favorito da tale situazione, in quanto per gli americani costeranno meno le vacanze in Italia rispetto ad un anno fa. Per quanto riguarda gli investimenti, chi aveva liquidità in dollari o prodotti finanziari in dollari, ha guadagnato dal rafforzamento dei suoi investimenti in valuta forte. Infine, si ricorda che i paesi emergenti soffrono un dollaro forte.
Concludo con due domande classiche che si pongono i clienti/investitori: fino a dove potrà arrivare il super dollaro rispetto all’euro e cosa fare con i prodotti finanziari in dollari o la liquidità in dollari?
L’ultima domanda è soggettiva, dipende sempre dall’obiettivo di investimento che una persona persegue. Seguendo la logica della diversificazione, detenere una parte del proprio patrimonio in dollari è utile. In ottica tattica, il mio consiglio è di iniziare ad alleggerire la parte in dollari e “portare a casa” il guadagno, per rientrare in un momento successivo, quando la debolezza dell’euro diminuirà.
Le principali case di investimento dicono che la forza del dollaro continuerà nel breve termine a causa delle varie incertezze che si prospettano all’orizzonte ma nel medio-lungo termine, quando i pericoli di inflazione, recessione e geopolitica diminuiranno, l’euro dovrebbe rafforzarsi e tornare su livelli più “normali”, come area 1,10-1,15.