PIANIFICAZIONE FISCALE: VERSAMENTO NEL FONDO PENSIONE
l'importanza dei contributi volontari per abbattere l'imponibile irpef
Siamo ormai in prossimità delle vacanze natalizie e con l’avvicinarsi del nuovo anno è tempo di programmazione finanziaria e fiscale. Verso la fine dell’anno, molti clienti effettuano dei versamenti aggiuntivi nel proprio fondo pensione, in base alle loro disponibilità, per abbattere l’imponibile fiscale ai fini IRPEF.
Infatti, la legislazione italiana prevede la deducibilità dal reddito IRPEF dei contributi volontari versati nelle forme di previdenza complementare fino ad un massimo di 5.164,57 euro annui, in base alla propria aliquota IRPEF. Come si può analizzare dalla foto, in Italia attualmente esistono 5 scaglioni (è al vaglio del governo una modifica a questi scaglioni, ma al momento la situazione è questa): si va da un minimo del 23% ad un massimo del 43%.
Facciamo degli esempi pratici per capire meglio il concetto. Un cliente che è soggetto ad una aliquota IRPEF del 38%, se effettua un versamento di 3.000 euro in un fondo pensione, l’anno successivo in dichiarazione dei redditi gli ritorneranno all’incirca 1.140 euro. Avete capito bene, si investe 3.000 ma l’esborso effettivo sarà di 1.860 euro. Anche per chi ha l’aliquota minima del 23%, è conveniente: versando 100 euro al mese, cioè 1.200 euro all’anno, si avrebbe un ritorno l’anno successivo di 276 euro. Chi rientra nello scaglione fiscale più elevato, quello del 43%, ha la convenienza maggiore nell’effettuare un conferimento nella forma previdenziale scelta: se si accantona 5.000 euro nel fondo pensione, si ha un ritorno di 2.150 euro.
Ricordo infine che oltre all’aspetto fiscale, fondamentale nella previdenza complementare, si effettua un investimento per il proprio futuro pensionistico e le previsioni future non sono allettanti. Attualmente il tasso di sostituzione, cioè il rapporto percentuale fra la prima pensione e l’ultimo stipendio percepito prima del pensionamento, è di circa il 70%. Con uno stipendio medio di 1.500 euro, si andrà in pensione con 1.050 euro. Un dato purtroppo è abbastanza certo: il tasso di sostituzione scenderà in futuro e le attuali stime parlano già di un 60% per il 2050 (e queste stime potrebbero essere ottimistiche). Risulta evidente come il fondo pensione possa arginare, almeno in parte, questo problema.
Non hai ancora aperto il tuo fondo pensione e sfruttato, almeno in parte, la deducibilità fiscale? Non esitare a contattarmi, ti darò ulteriori dettagli in materia.