RISCHIO-RENDIMENTO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

FOCUS SUL RENDIMENTO SOTTODIMENSIONANDO IL RISCHIO

 

Spesso mi capita di confrontarmi con alcuni clienti, i quali sono focalizzati solamente sul rendimento e non hanno pienamente coscienza del rischio al quale i propri investimenti sono sottoposti. Il rischio, ossia la volatilità o l’oscillazione che un determinato strumento finanziario può subire nel corso del tempo, lo interpreto come un’opportunità di investimento, ma non tutti hanno la stessa visione ed esperienza di come i mercati si comportano nel tempo e molte volte la discesa, anche se temporanea, può creare ansia e disagio.

Negli ultimi anni, principalmente a causa di mancanza di rendimenti nella parte obbligazionaria e monetaria, gli investitori si sono orientati verso i mercati azionari, non considerando però appieno il rischio che esso comporta.

Premessa fondamentale: io sono a favore dei mercati azionari. Se il mio cliente è disposto ad accettare un certo grado di volatilità, il mio consiglio sarà sempre di investire nei mercati azionari, anche perché, alle attuali condizioni, se vuoi dei rendimenti interessanti, non c’è un’alternativa valida.

La percezione che riscontro tra gli investitori (molti dei quali non sono del settore) è quella di “euforia” verso i mercati azionari, i quali continuano a segnare nuovi record. Ma i mercati non sono unidirezionali, salgono e scendono: l’importante è che la salita sia più significativa della discesa e la storia dei mercati finanziari lo conferma. Dal 2008, cioè dalla crisi della Lehman Brothers e dei mutui subprime, tralasciando la parentesi covid, i mercati hanno fatto registrare crescita costante, alimentata dalle politiche delle banche centrale.

Molti investitori hanno dimenticano o sottovalutano l’effetto discesa nei mercati: siamo sicuri che tutti siano disposti ad accettare un -20% nei loro portafogli quando arriverà, perché arriverà prima o poi, un calo di mercato? Facendo alcune analisi sui portafogli di clienti prospect e parlando con loro, mi sono reso conto che non c’è la totale consapevolezza di come funzionino i mercati, magari perché i consulenti non sono stati chiari o non l’hanno proprio spiegato.

Una delle mie caratteristiche, invece, è proprio quella di rendere consapevoli i miei clienti, spiegando loro, in maniera chiara e semplice, il funzionamento dei mercati, mettendoli al corrente di quali rischi e quali opportunità una certa tipologia di investimento comporta. Sono molto più attento ai rischi, senza tralasciare i rendimenti, in quanto il mio primo obiettivo è quello di proteggere e incrementare il patrimonio dei miei clienti.

I mercati azionari, nonostante le valutazioni elevate, restano l’alternativa migliore per investire, a patto di saper sopportare un certo grado di oscillazione e avere un orizzonte temporale di 3-5 anni.

Se un cliente vuole investire nell’azionario diminuendo il rischio e quindi la volatilità, l’ingegneria finanziaria gli viene in aiuto: esistono alcune strategie, come i PAC o i TARGET, che permettono di prendere posizione “un po' alla volta”, dimezzando il rischio ma cavalcando il trend dei mercati azionari.

Concludo con uno dei temi più caldi delle ultime settimane: l’inflazione. L’inflazione sta aumentando in tutto il mondo e la prima conseguenza che essa comporta è la perdita del potere d’acquisto della moneta. Tradotto: la liquidità che hai a disposizione perde valore in termini reali. Quindi capite che lasciare i soldi fermi in conto corrente non è una soluzione perchè rappresenta una perdita certa.

In un mondo finanziario in continuo cambiamento, diventa fondamentale farsi seguire da un professionista del settore.