TASSA DI SUCCESSIONE: IL CASO SAMSUNG
GLI EREDI DOVRANNO RESTITUIRE ALLO STATO IL 60% DEL PATRIMONIO EREDITATO
Nelle ultime settimane si è sentito parlare di quello che è successo in Corea Del Sud con la morte del fondatore di Samsung, Lee Kun-Hee. Sotto la sua guida, Samsung è diventato il primo produttore di cellulari al mondo, con un fatturato che rappresenta all’incirca un quinto del PIL della Corea del Sud.
La notizia che ha destato scalpore riguarda il fatto che gli eredi di Lee dovranno versare al fisco coreano una maxi tassa di successione, pari a circa il 60% del patrimonio ereditato. Tradotto in euro: su un patrimonio stimato di circa 16 miliardi di euro, dovranno versare al fisco circa 9 miliardi.
Sulla base delle ultime rilevazioni OCSE, la Corea Del Sud è uno dei Paesi con la tassazione maggiore al mondo in caso di successione. Il tema che emerge da questa vicenda è molto particolare e bisogna prestare molta attenzione anche in Italia, nonostante la nostra tassa di successione sia di gran lunga inferiore a quella coreana.
Difatti, la pianificazione successoria è un argomento molto delicato che dovrebbe essere affrontato per tempo. La domanda da porsi è la seguente: le tasse di successione nel nostro Paese rimarranno basse ancora a lungo? O invece potrebbero venire ritoccate al rialzo, anche in vista dell’enorme debito che è stato creato negli ultimi tempi a causa della pandemia? Giocare in anticipo e organizzare una buona pianificazione successoria potrebbe rivelarsi una strategia vincente che potrebbe far risparmiare parecchie tasse ai propri eredi.