Recovery Plan

Come il Recovery Plan influenzerà gli investimenti

 


Con il Recovery Plan la digitalizzazione e la transizione energetica saranno due trend che diventeranno centrali anche sotto il punto di vista degli investimenti: vediamo perché.


Negli ultimi tempi si è sentito spesso parlare di Recovery Plan, noto anche con l’acronimo di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), cioè quel piano economico proposto dal Governo Draghi e appena trasmesso alla Comunità Europea che dovrà ricevere parere positivo da quest’ultima entro fine Luglio.


Ma di cosa si tratta esattamente?


IL PNRR ha l’obiettivo di riparare i danni economici e sociali provocati dalla crisi pandemica da Sars Covid-19 per affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana. Si stima che arriveranno all’Italia all’incirca 221 miliardi di euro, 69 dei quali saranno sovvenzioni, 122 miliardi saranno prestiti che andranno rimborsati e 30 miliardi provengono dal Fondo nazionale complementare.
Il programma è suddiviso in 6 piani: digitalizzazione, transizione ecologica, salute, istruzione e ricerca, infrastrutture per una mobilità sostenibile, inclusione e coesione. In particolare, tra gli obiettivi del Recovery Plan, particolare enfasi viene posta sull’obiettivo climatico, al quale dovrà essere destinato almeno il 37% degli investimenti totali, mentre alla digitalizzazione dovranno essere destinate almeno il 20% delle risorse.


Entro la fine del 2026, la quantità di denaro che arriverà dall’Europa dovrà essere interamente utilizzata: in pochi anni molte risorse affluiranno nel sistema Italia offrendo grandi opportunità di crescita ma anche di investimento.


Settori come le energie rinnovabili, l’idrogeno ed l’elettrificazione della mobilità saranno sicuramente influenzati in maniera positiva dalle politiche europee. Dal lato della digitalizzazione si punterà a potenziare le reti di comunicazione (5G e fibra), il cloud computing e l’ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni.