CARO AMICO TI SCRIVO... LA STORIA DI LUCIO DALLA
L'IMPORTANZA DI SCEGLIERE LO STRUMENTO FINANZIARIO CORRETTO
“Caro amico ti scrivo”: questo è l’inizio di una delle canzoni più famose e, a mio avviso, più belle di Lucio Dalla.
Quello che però non ha scritto il cantautore bolognese è stato il testamento. Al momento della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 2012, il suo patrimonio era di circa 100 milioni di euro, oltre ai diritti d’autore sulle sue canzoni. Ma la sua eredità non è stata suddivisa tra le persone a lui più care e vicine, come il compagno Marco Alemanno. È stata suddivisa tra alcuni parenti di secondo grado che neanche avevano un bel rapporto con il cantante.
Tralasciando l’importanza del testamento (documento troppo poco utilizzato in Italia), esiste una soluzione finanziaria che avrebbe risolto, almeno in parte, questo problema: la polizza d’investimento.
La polizza finanziaria ha svariate caratteristiche che la rendono interessante, ma due sono le peculiarità che la rendono unica. In primo luogo, la polizza non rientra nell’asse ereditario e perciò non si pagano le imposte di successione. In secondo luogo, tale strumento d’investimento permette di inserire in fase di sottoscrizione (può essere modificato anche in un secondo momento) i beneficiari specifici in caso di morte dell’assicurato. Possono essere inseriti tra i beneficiari gli eredi legittimi ma anche persone terze che non rientrerebbero nell’asse ereditario imposto dalla legge.
La polizza d’investimento è uno strumento utile da proporre alle presone che dovranno o che stanno per affrontare il passaggio generazionale. Dunque, meglio prendersi per tempo per evitare spiacevoli inconvenienti come ci insegna la storia di Lucio Dalla.