EFFETTO DOMINO ANNO 2023
Mariangela Pira, Chiarelettere, 2023
LIBRO DEL MESE:
SETTEMBRE 2023
Contenuto:
In questo libro, Mariangela Pira, giornalista della rubrica economica di Sky TG24, analizza le conseguenze del mondo globalizzato, facendo capire al lettore, attraverso nuovi interrogativi e racconti, quanto le economie dei vari Paesi siano tra loro interconnesse: le scelte effettuate da un Paese influiscono sulle popolazioni di diversi Paesi, molto lontani geograficamente e culturalmente. Sia il Covid che la guerra ci hanno fatto capire quanto siamo interconnessi e quanto dipendiamo dagli altri: scelte apparentemente sconnesse e lontane tra loro, si ripercuotono a cascata su altre scelte, come un effetto domino.
La pandemia e il conflitto in Ucraina hanno ampliato alcuni fenomeni che stavano già prendendo piede negli anni passati: pensiamo al ruolo cruciale dei semiconduttori, delle materie prime e al cambiamento climatico. In questo saggio economico si analizza anche il nuovo fenomeno della de-globalizzazione, il quale è solamente agli albori ma difficilmente sostituirà la globalizzazione e per farlo, almeno in parte, serviranno molti anni.
Perché consiglio la lettura di questo libro:
- Descrive in maniera chiara, semplice e con molti esempi come i vari Paesi siano tra loro interconnessi;
- Fa capire come elementi apparentemente scollegati tra loro, siano in realtà molto più intrecciati di quanto si possa pensare;
- Fa ragionare il lettore su come la globalizzazione sia penetrante ed invasiva soprattutto per i Paesi del terzo mondo e, seppur verrà messa in discussione in futuro, ci vorrà molto tempo per vedere un mondo totalmente de-globalizzato.
Citazione preferite:
“Se Taiwan Semiconductor Manufacturing non fosse a Taiwan, dell’isola non importerebbe nulla a nessuno. Taiwan è la pedina che gli USA muovono contro i rivali cinesi nel settore che governerà il mondo domani, quello dei chip.”
“La transizione ecologica è moralmente giusta, ma il modo in cui viene portata avanti è fallimentare, non solo perché crea tensioni artificiali e aggiuntive su un mercato già sotto stress, come quello dell’energia, ma anche perché non tiene sufficientemente conto del fabbisogno di metalli che comporterà. La transizione ecologica ne richiede una quantità enorme, il cui controllo è nelle mani di partner commerciali che un domani potrebbero utilizzare quella leva in chiave geostrategica contro i paesi acquirenti.”
“Un altro errore è pensare di tornare nel breve ad un’inflazione del 2%. È ragionevole pensare che un tasso del 4-5% sarà destinato a durare per tanti anni. Anche solo per un discorso prettamente demografico, visto che la popolazione invecchia e si fanno sempre meno figli, la quantità di forza lavoro diminuisce e la pressione sui salari aumenta. Se ci sono meno lavoratori, infatti, bisogna accaparrarsi quelli disponibili pagandoli di più.”